Due keynote in uno
Il WWDC 2026 ha avuto due anime distinte: da un lato, una settimana di sessioni tecniche dense di contenuti — Foundation Models open source, Xcode 27 con coding agentale, SiriKit deprecato in favore di App Intents — che ha ricevuto apprezzamenti diffusi tra chi lavora su piattaforme Apple. Dall'altro, il keynote di lunedì 8 giugno ha suscitato reazioni molto più tiepide, registrate nel live blog di MacRumors.
Cosa non ha convinto
Il commento più ricorrente tra gli sviluppatori presenti e da remoto riguarda il tono e il ritmo del keynote: percepito come prolisso in alcune sezioni e affrettato in altre, con un finale — una canzone rap che ha concluso la presentazione — definito fuori contesto da molti. Il formato senza suddivisione per piattaforme, scelto quest'anno da Apple in modo insolito, ha reso più difficile seguire i thread narrativi per chi segue specificamente iOS, macOS o watchOS.
La sostanza resta
Le critiche al formato non riguardano i contenuti: la copertura post-keynote conferma che gli annunci concreti — da Siri AI al taglio di Intel su macOS, dalle child accounts alle nuove API Foundation Models — sono numerosi e significativi. Il problema è la confezione, non il contenuto. Apple ha un track record solido nel fare keynote capaci di entusiasmare; quest'anno, secondo una parte rilevante della sua stessa audience tecnica, ha mancato il bersaglio sulla forma.