La promessa verificabile
Durante il keynote del WWDC 2026, Craig Federighi ha affrontato direttamente il nodo privacy di Siri AI — particolarmente delicato visto che il nuovo assistente si appoggia in parte all'infrastruttura cloud di Google attraverso AFM Cloud Pro. Federighi ha dichiarato che Apple considera la privacy nell'AI «non negoziabile» e che i dati vengono usati soltanto per eseguire la richiesta dell'utente, aggiungendo che esperti esterni possono verificare questa promessa in qualsiasi momento.
La clausola sulla verifica esterna si inserisce nel quadro del Private Cloud Compute introdotto con le precedenti generazioni di Apple Intelligence, un'architettura che Apple aveva giá descritto come ispezionabile da ricercatori di sicurezza indipendenti. L'estensione di questo principio alla componente Gemini-based di AFM Cloud Pro é però un elemento nuovo: in passato il cloud computing di Apple era completamente proprietario, mentre ora una porzione dei carichi di lavoro piú intensi gira su GPU Nvidia nell'infrastruttura Google.
La dichiarazione di Federighi va letta come una risposta preventiva alle critiche che il deal con Google ha già generato in ambienti privacy-oriented. La verifica concreta di queste promesse richiederá tempo e, probabilmente, audit indipendenti che non sono ancora stati annunciati.