La transizione si chiude
Con macOS 27, Apple completa formalmente la transizione avviata nel 2020: i Mac dotati di processore Intel non potranno installare il nuovo sistema operativo. macOS Tahoe (26) rimarrà l'ultima versione compatibile con quella generazione di hardware.
La conseguenza diretta riguarda Rosetta 2, il traduttore binario che ha permesso alle app a 64 bit scritte per Intel di girare su Apple Silicon. TechRepublic segnala che la mossa segna "l'inizio della fine" per quella tecnologia, con implicazioni concrete per le organizzazioni che gestiscono ancora flotte di Mac Intel: i tempi di aggiornamento hardware diventano meno negoziabili.
Cosa cambia in pratica
Per gli utenti consumer l'impatto è limitato: Apple Silicon è in distribuzione da quasi sei anni e la penetrazione nei parchi macchine aziendali è ormai maggioritaria. Il peso della decisione ricade soprattutto sui team IT che mantengono software legacy compilato solo per architettura x86-64. Queste applicazioni, finora protette da Rosetta 2, dovranno essere aggiornate o sostituite prima che il parco macchine venga portato su macOS 27.