Federighi spiega ad Apple Park perché Siri AI è diventata una chatbot standalone

In un tech talk post-keynote ad Apple Park, Craig Federighi ha chiarito la logica dietro la scelta di lanciare Siri AI come app dedicata in stile chatbot, dopo anni in cui Apple aveva escluso quel formato dalla sua visione di Siri.

La virata che nessuno aveva previsto (ufficialmente)

Fino a poco tempo fa, Apple aveva posizionato Siri come assistente contestuale integrato nel sistema operativo, distinguendosi esplicitamente dai chatbot a schermo pieno come ChatGPT. Poi, con iOS 27, è arrivata Siri AI: un'app dedicata, un'interfaccia a bolle di conversazione, un paperclip per allegare file. Il formato chatbot, insomma.

Federighi al Steve Jobs Theater

Durante un tech talk tenuto ad Apple Park nella settimana del WWDC, Craig Federighi ha affrontato direttamente la questione, spiegando perché Apple ha deciso di abbracciare un'interfaccia chatbot-style per Siri AI. Secondo 9to5Mac, Federighi ha riconosciuto la contraddizione con le dichiarazioni precedenti e ha motivato la scelta con la necessità di offrire un contesto conversazionale persistente che l'interfaccia tradizionale di Siri — concepita per comandi brevi — non riusciva a supportare adeguatamente.

Il cambio di strategia nel dettaglio

L'app Siri AI in iOS 27 conserva l'integrazione di sistema (il vecchio Siri continua ad esistere come punto di accesso rapido), ma aggiunge una modalità estesa in cui l'utente può condurre conversazioni lunghe, allegare documenti e immagini, e ricevere risposte elaborate. È un'ammissione indiretta che il modello conversazionale dei competitor aveva indicato la direzione giusta, e che Apple ha impiegato più tempo del previsto ad arrivarci.

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